Mary J. Blige

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BIOGRAFIA

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matriarca.
vincitrice di nove premi Grammy.
imprenditrice.
moglie.
filantropa.
marchio globale.
sopravvissuta.
sempre più forte.

Mary J Blige è tutto questo, è ognuna di queste donne. Per quasi vent’anni ha accumulato album multi-platino e singoli al #1, si è guadagnata ogni singolo gallone e, come suggerisce il titolo del suo ultimo lavoro, continua ad apprendere, crescere… e diventare sempre più forte, ovvero Stronger withEach Tear (Matriarch/Geffen).

Con questo nono studio album (e la terza uscita per la sua etichetta, la Matriarch Records) Mary prosegue la ricerca della sua vera e migliore essenza come donna e come artista, un sentiero che percorre fin dal suo debutto, What’s the 411?, targato 1982. Oggi è al comando del suo impero globale, che si è ampliato e include investimenti (Carol’s Daughter), testimonial (Chevrolet, AT&T, MAC Cosmetics) e il suo progetto filantropico, la Foundation For the Advancement of Women Now (FFAWN) [Fondazione per l’Avanzamento Femminile Ora]. Oltre a tutto ciò aggiungiamo ruoli come protagonista in TV e nel cinema - ad esempio Entourage, 30 Rock e I Can Do Bad All By Myself di Tyler Perry. Il marchio di Mary è ben visibile in tutto il mondo, ma nella sua anima c’è la musica. Sempre, la sua musica…

Ad aprire il disco, composto da 12 brani, troviamo la ballad mid-tempo I Am, scritta con Johnta Austin e realizzata con il team di produzione norvegese Stargate. In questo brano Mary vuole comunicare il suo messaggio in modo chiaro ma senza risultare moraleggiante.

when you’re far away, and not around • and temptation fills your heart
think of all the ways that I’m faithful, babe• to replace me would be hard
cause there’s nobody who can love you…more than I am

[quando sei lontano e la tentazione ti riempie il cuore, pensa a tutti i modi in cui ti sono fedele tesoro, sostituirmi sarebbe molto difficile, perché non esiste nessuna che possa amarti più di quanto ti amo io]



Per il contagioso singolo The One Mary ha collaborato con Rodney Jerkins e ha chiamato il rapper Drake a dare un contribuito su alcuni versi. Oltre a guadagnarsi spazio sulle radio nazionali il ritornello della canzone è stato utilizzato nell’estate 2009 come colonna sonora per lo spot della Chevrolet, dove la stessa Mary compare come testimonial. Il ritmo rallenta leggermente per Each Tear, prodotto da Supa Dups, dove Mary canta della guarigione che segue dopo le lacrime. Trey Songz, autore di ballad in rapida ascesa, si unisce a lei per We Got Hood Love, brano prodotto da Bryan Michael Cox e Wyldcard e scritto con Austin: un’ode alle virtù dell’amare intensamente che ben sottolinea la loro chimica vocale.

L’album si chiude con I Can See in Color, che è anche il lead single della colonna sonora prodotta da Mary per il film Precious: Based on the Novel Push by Sapphire, il progetto di debutto della Matriarch. Prodotto e scritto con Raphael Saadiq, in questo brano Mary racconta quanto deliziosa può essere la vita quando si riesce a superare il dolore.

the first sign of spring, the rose buds are blooming• I've got a new song to sing
life looks so amazing, I never knew that it could open my eyes and for the very first time
I can see in color

[il primo segno della primavera, i boccioli delle rose sono in fiore, ho una nuova canzone da cantare, la vita è meravigliosa, non avrei mai immaginato che potesse aprirmi gli occhi e per la prima volta vedo i colori]

Avendo contribuito alla composizione di 10 canzoni sull’album, Mary può dire di conoscere a fondo l’arte del creare una hit. “Devi essere vero e onesto,” commenta a riguardo, “e le persone devono potersi rispecchiare nel testo, non importa lo stile, se non la senti emotivamente non funzionerà.”

Questo è un viaggio che abbiamo seguito fin dall’inizio e sebbene abbia richiesto tempo e fatica, Mary è andata ben oltre cioè che aveva immaginato quando era ragazzina e cresceva a Yonkers, New York. E’ diventata la voce della sua generazione, ma non l’aveva certo pianificato. “Non avevo proprio idea di cosa sarebbe successo o se la mia attività nel mondo della musica sarebbe continuata,” ammette. “Cantavo semplicemente perché era una via di fuga per me, mi faceva stare bene.”

Senza ombra di dubbio Mary ha fatto molta strada in questi anni. La sua crescita e la sua maturità sono evidenti nella sua musica, da Be Happy (My Life, 1994), Not Gon’ Cry (colonna Sonora di Waiting to Exhale, 1995) e I Can Love You (Share My World, 1997) fino a Family Affair (No More Drama, 2001), Be Without You (The Breakthrough, 2005) e Just Fine (Growing Pains, 2007). Ha venduto oltre 40 milioni di dischi eppure sa bene che una parte dei suoi fan deve ancora fare l’abitudine alla sua continua evoluzione. “Capisco come si sentono e mi identifico in loro,” dice. “E’ comodo – quel posto pesante e negativo dove vivevo, ma non posso capovolgere la mia vita. Credo fermamente che se non ci si evolve e non si cresce, è la fine.”


A completare il suo curriculum c’è l’ampliamento del marchio. Oltre alla discografia, Mary continua a estendere il suo impero, ad esempio con il lancio imminente del suo profumo, My Life. Ha anche collaborato con Gucci per creare un orologio a tiratura limitata che sarà venduto per sostenere la FFAWN, l’organizzazione senza fini di lucro che ha fondato con il veterano dell’industria musicale Steve Stoute. Recentemente la FFAWN ha realizzato nella sua città natale il “Mary J. Blige Center for Women”, un centro che offre sostegno alle donne della zona e ai loro bambini. “Il mio obiettivo è sempre stato quello di aiutare le donne,” racconta Mary dei suoi sforzi per contribuire alla comunità. “Mi sento così felice e appagata quando la gente viene da me e mi dice, ‘Mary, mi hai salvato la vita.’”

Quindi, in questo contesto Mary come misura il successo? La sua risposta è semplice. “E’ tutta una questione di successo spirituale, fisico e mentale,” commenta Mary senza fermarsi. “Ecco, per me è questo il miglior tipo di successo.”

DISCOGRAFIA


ALBUM



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