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Il nuovo, favoloso album di una vera star: solista di tromba come pochi al mondo, Fabrizio Bosso si dedica al repertorio Spiritual e Gospel in un disco ora trascinante, ora carico di lirismo. In compagnia di un prodigio dell’organo Hammond come Alberto Marsico e di un batterista dallo swing eccezionale come Alessandro Minetto, Bosso esplora sia grandi classici che composizioni più recenti (Sam Cooke, Les McCann, mentre la title track è del Reverendo Donnie McClurkin) anche con l’apporto degli archi dei Solisti Aquilani, nonché – proprio in PURPLE - del Sunshine Gospel Choir.
 
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Un album che già fin dal titolo indica la nuova strada intrapresa (quasi una ‘terza carriera’) dal grande autore e interprete, che oggi, imbracciata di nuovo la fisarmonica, si avvale di una band di altissimo livello (e ad alta concentrazione jazz) composta da collaboratori di lunga data come il pianista Stefano Sabatini, i noti sassofonisti campani Daniele Scannapieco e Sandro Deidda, un maestro del contrabbasso che risponde al nome di Enzo Pietropaoli in tandem con batterista Marcello Di Leonardo, più Lamberto Curtoni al violoncello. Il repertorio riflette la profonda sensibilità di De Crescenzo, che ha scelto di reinventare quindici classici del suo repertorio – non manca il successo planetario Ancora, che accompagna la sua carriera fin dal 1981 - e di aprire il programma con un inedito assoluto: il raffinato e toccante "Non tardare", di sicuro destinato a grande fortuna
 
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Nella ormai classica confezione-cofanetto con tre CD, il ritratto di uno straordinario artista del nostro tempo, con due grandi classici: la versione integrale – 16 tracce – dello straordinario best-seller CARIOCA (più di 50.000 copie vendute!), e lo scintillante album BIG BAND, inciso con lo NDR Big Band Ensemble. E il terzo CD raccoglie una ricca scelta di incisioni dal ragtime (Scott Joplin), alla classica del Novecento (Gershwin, Kurt Weill), al jazz per piano solo, in gruppo con Roberto Gatto e Paolo Fresu, e in duo con Francesco Grillo. Con una novità: per la prima volta su CD, la fantastica versione di MAPLE LEAF RAG registrata dal vivo in occasione del trionfale concerto tenuto al Teatro alla Scala il 21 aprile 2012
 
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Enfant prodige, suona la batteria fin da bambino. Ma oggi, forte degli studi alla celebre Berklee School of Boston, l’ancora giovanissimo Gianluca Pellerito ha già all’attivo numerose e acclamatissime performance dal vivo. Come questa, registrata nel dicembre del 2012 a Umbria Jazz Winter, che lo vede alle prese con il suo repertorio prediletto: quello del muscolare (e al tempo stesso raffinato) jazz-funk degli anni ’70, sulle note di temi universalmente noti dovuti alla penna del grande Herbie Hancock. E il cast? Affiatatissimo (c’è anche la sorpresa Paul Stacey, il chitarrista ex degli OASIS!), capace di dare luogo – grazie alla capacità propulsiva della batteria del giovane leader – a una serata emozionante.
 
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Gianni Bardaro e Pierluigi Villani, che già hanno pubblicato in tempi recenti su etichetta EmArcy, uniscono le forze in UNFOLDING ROUTES, album inciso a Copenhagen (dove da anni risiede Bardaro) in trio con il contrabbassista e bassista Andreas Hatholt. Yohan Ramon alle percussioni aggiunge un latin touch in un paio di episodi. Echi della miglior New Thing (ricordate Marion Brown e John Tchicai?), un'aria di libertà sorretta allo stesso tempo da un rigoroso senso archietttonico. L'album, introdotto dalle esaustive note di copertina di Laurence Donohue-Greene (The New York City Jazz Record), è un'affascinante viaggio nella contemporaneità.
 
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L’esplosiva brass band, già colonna sonora di tante giornate a Umbria Jazz, approda su etichetta EmArcy con un album strepitoso. Una dozzina di brani originali (tutti a firma del vulcanico direttore dell’ensemble Dario Cecchini) e un’imprevista e patriottica bonus track: l’Inno di Mameli (sì, proprio Fratelli d’Italia) come non lo avete mai sentito!
 
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SERENA FORTEBRACCIO esordisce su etichetta EmArcy con un album di grande impegno: una rilettura dei temi della grande cantautrice Björk a opera di una cantante di notevolissime doti vocali, in compagnia della crème del jazz nostrano. Il risultato? Non è un semplice “Björk in jazz”, bensì una rilettura affascinante, giocata sulla magìa della voce e dei suoni acustici. Un viaggio fra atmosfere nordiche e percorsi imprevisti, e una riscoperta di Björk – anche - come autrice. Serena Fortebraccio: voce • Mirko Signorile: piano • Giorgio Vendola: contrabbasso • Pippo D'ambrosio: batteria, percussioni • Roberto Ottaviano: sax soprano, clarinetto basso • Davide Viterbo: violoncello
 
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Già apprezzato chitarrista, Joe Pisto sigla su EmArcy l’esordio discografico come cantante. Un vero jazz singer, capace di acrobazie scat (nella migliore tradizione) e lirico interprete di grandi ballad. La band, forte di un grande affiatamento, proviene in buona parte da Londra, città dove oggi Joe è musicalmente attivo. Con JOE PISTO canto, chitarra / QUENTIN COLLINS tromba / ROSS STANLEY piano / TIM THORNTON contrabbasso / ENZO ZIRILLI batteria “Joe sounds great! I’m sure he has a bright future in front of him!” – Kurt Elling “Joe Pisto sounds wonderful, very soulful and so musical!” – Sheila Jordan
 
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10 brani, tutti originali tranne un omaggio a Jimi Hendrix (The Wind Cries Mary) e a Jeff Beck (Brush with the Blues), un titolo esplicito e un cast d'eccezione: questa la formula dell'album d'esordio su etichetta Emarcy di Davide Pannozzo & Loud Stuff (il trio completato da Lello Somma al basso e Claudio Romano alla batteria), vale a dire una delle migliori realtà chitarristiche in Europa. Oltre al trio stabile, il nostro ha scelto oculatamente una rosa di ospiti che non solo rendono il piatto più ricco, ma valorizzano ulteriormente le doti di un chitarrista che dimostra di sapere duettare senza intimorirsi con i colleghi chitarristi Carl Verheyen e Robben Ford: una sorta di consacrazione ufficiale di un grande talento. Oltre ai menzionati “colleghi” Veheyen e Ford, si uniscono al gruppo due tastieristi di grande prestigio: Pippo Guarnera (all’organo Hammond) e David Garfield (al piano e alle tastiere).
 
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Un trio Villani-Bodilsen-Viillani per uno splendida testimonianza dello stato di salute del jazz in Europa (e naturalmente in Italia): Francesco Villani affronta la prova in trio, pubblicando IL PREMIO DI CONSOLAZIONE, album realizzato con il contributo del contrabbassista danese Jesper Bodilsen (già nel "trio danese" diretto da Stefano Bollani) e di suo fratello Pierluigi, che su etichetta EmArcy ha già due album in attivo. In IL PREMIO DI CONSOLAZIONE compaiono temi composti da Villani, da Henry Mancini, nonché due canzoni ('Ritornerai' di Bruno Lauzi, ma anche un classico pop anni '80 dei Baltimora) recuperate al jazz grazie alla "musicalità senza compromessi" del pianista. Che si conferma una vera star del pianismo jazz, un artista ancora da scoprire. E questa sarà l'occasone giusta per potere valutare appieno le sue doti, anche grazie all'intesa telepatica con il fratello, e all'apporto di un magnifico contrabbassista come Bodilsen.
 
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Il progetto di sposare la grande canzone napoletana in una nuova cornice, con l’apporto di una grande big band ricca di ospiti straordinari: Fabrizio Bosso • Diane Schuur • Bob Mintzer • Chris Potter • Dave Kikosky • Rosario Giuliani • Alex Sipiagin • Tom Harrell • Adam Nussbaum • Paquito D'Rivera • Robin Eubanks • Larry Carlton. Ma nell'album Ma non c’è solo Napoli: oltre ai classici della canzone partenopea e alle composizioni originali di Di Lella ci sono anche celebri temi di Astor Piazzolla e Michel Legrand.
 
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Reinventare gli standard è da molti decenni la corrente principale della ricerca del musicista jazz. In questo nuovo album il giovane Gianni Denitto – allievo del grande Furio Di Castri, qui nel cast – mostra una approccio ad un tempo rispettoso (nel solco della tradizione jazz) ed al tempo stesso libero da pregiudizi nel riprendere temi arcinoti (la “già reinventata” What Love di Charles Mingus, Black Narcissus di Joe Henderson, Lonely Woman di Ornette Coleman, Epistrophy di Thelonious Monk tra gli altri) per affrontarli di petto, con un uso divertito dell’elettronica.
 
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Il valentissimo sassofonista italiano (e londinese di adozione) presenta un omaggio al grande Michel Petrucciani: nove composizioni del geniale e mai dimenticato pianista riprendono vita in interpretazioni scintillanti, in cui i sassofoni del leader (un maestro acclamato in U.K.) si intrecciano al pianoforte a tratti monkiano di Di Toro e al vibrafono di un vero asso come Beaujolais. L’album prende il titolo dall’unica composizione originale di Starace, Marvellous. Fra i testi compaiono anche i complimenti del fratello di Michel, Louis Petrucciani. Ospite Fabrizio Bosso.
 
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Otto, come le fresche composizioni presentate dal pianista e compositore, alla seconda prova su etichetta EmArcy dopo l’acclamato HIGHBALL in cui duettava con l’amico e collega Stefano Bollani. Questa volta Grillo si presenta con un gruppo di più e meno giovani stelle (Andrea Dulbecco, Nico Gori, Yuri Goloubev, Asaf Sirkis) e si avvale della presenza di Enrico Rava nell’unico standard del CD: l’eterno My Funny Valentine, legato ai nomi di tanti grandi trombettisti, da Chet Baker a Miles Davis.
 
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Un formidabile talento al sax alto, ottimo compositore e direttore di un gruppo compatto che si avvale della spinta propulsiva di un formidabile tandem ritmico: i "gemelli danesi" Andreas e Jacob Hatholt: un pianista scintillante, l'apporto di un grande Randy Brecker alla tromba e al flicorno, più la spezia pregiata delle percussioni di un maestro come il colombiano Samuel Torres. Il tutto registrato in un prestigioso studio di New York. Ingredienti semplici, risultato strepitoso. Un nuovo album targato EmArcy nel panorama dei nuovi talenti italiani.
 
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“It don’t mean a thing, if it ain’t got that swing”: questo potrebbe essere il motto fondante del quartetto The4 (Umberto Muselli - Pierluigi Villani - Marco Contardi -Gianluca Renzi), una formazione all’insegna dello swing, del drive, della cura e passione per un jazz urgente e senza compromessi. L’attenzione per le dinamiche e le componenti ritmiche tanto più evidente nella sostanziale intercambiabilità dei ruoli all’interno dell’ensemble, il cui interplay serrato si gioca anche su di una distribuzione paritetica delle responsabilità.
 
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L’esordio di Cafiso su Verve! Il Francesco Cafiso “Island Blue” Quartet si propone di raggiungere l'obiettivo di creare una musica aperta a 360 gradi, muovendosi facilmente dalla "tradizione" al jazz più moderno. Peculiare l’assenza della batteria: l’assetto ritmico è supportato integralmente dal pianoforte e dal contrabbasso, in un equilibrio straordinario tra dinamismo e groove. Con Dino Rubino, Giovanni Mazzarino e Rosario Bonaccorso.
 
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BIG BAND! è il primo album registrato dall’artista con un ensemble allargato, e rappresenta il debutto di Bollani per la celebre etichetta Verve, un marchio da decenni entrato nel mito. Inciso dal vivo ad Amburgo il 10 e 11 giugno 2010 nella sede della NDR, con pubblico in studio, BIG BAND! vede la partecipazione della NDR Bigband, in cui militano assi di diverse nazionalità (tedeschi, americani, argentini, svedesi), ai quali si unisce un grande Jeff Ballard alla batteria.
 
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Un pianista scintillante, impegnato nell’ardua prova del piano solo. Francesco Grillo presenta un album tutto di composizioni originali (c’è anche il jazz, ma non solo), e in quattro brani, in un affascinante gioco di specchi, duetta e duella con l’amico Stefano Bollani. Una nuova stella del pianoforte, un nuovo giovane artista italiano debutta su etichetta EmArcy.
 
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Un omaggio a Clifford Brown da parte del chitarrista Nicola Mingo alla testa di uno splendido quartetto (forte di Antonio Faraò, di un formidabile contrabbassista come Marco Panascia e di Tommy Campbell, un maestro risconosciuto del drumming contemporaneo) al grande e sfortunato trombettista assume il valore di un riconoscimento per quello che Clifford Brown, anche ben al di là delle indiscusse doti di strumentista, ha rappresentato nella genesi del jazz contemporaneo.
 
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Rinverdendo la ricca tradizione che vede il jazz e la Bossa Nova come strettamente correlati (si pensi a Stan Getz), il brillante chitarrista, in ottima compagnia e armato di chitarra acustica, affronta il repertorio del grande Antonio Carlos Jobim con piglio creativo e niente affatto prevedibile. Zeppetella, in omaggio alle sonorità caratteristiche del genere, privilegia la chitarra acustica-classica rivelando una padronanza tecnica e un senso degli equilibri sonori non comuni..

 
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Luca Aquino torna ad incidere per EmArcy: dopo il fortunato esordio di Sopra le nuvole, ora è il turno di Lunaria, un album ricco e divertente, a tratti scanzonato e danzante, ora drammatico e molto, molto contemporaneo. Lunaria infatti è non solo jazz: c’è spazio per l’elettronica, così come per la canzone italiana al massimo livello (con omaggi e riferimenti a Mina, a De André…), il tutto filtrato dalla personalissima poetica di un vero artista.

 
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Sognante e fiabesco, il nuovo album-progetto di un altro ex “nuovo talento”, ora pianista più che affermato in Italia e in Europa. Signorile sposa qui un’estetica affine a quella del nuovo pianismo di oggi, a cavallo tra i generi (quindi non necessariamente solo jazz) e sfodera un album-suite sognante e poetico.

 
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“la curiosità di esplorare territori diversi…“ (R.Gatto) Da Elvis Costello a Ennio Morricone fino a « Vesti la giubba » di Leoncavallo, il grande batterista e i suoi compagni di avventura Paolo Fresu e Stefano Bollani partono alla ricerca di nuovo repertorio, per fare grande jazz. O, più semplicemente, grande musica.

 
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Una rivelazione: un chitarrista come pochi, un vero virtuoso nel solco del miglior Pat Metheny, alla testa di un trio perfetto. Le composizioni di Dino Plasmati sono incisive, essenziali (Interactions), seducenti (To Get about You), base ideale per i solisti tanto da essere a volte presenti in doppie versioni (in trio e in quartetto con l’apporto di un formidabile Gaetano Partipilo)
 
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INTROVERSO è da oggi un doppio CD al prezzo di uno, grazie all’aggiunta di otto brani completamente inediti. Le formazioni variano dal piano solo, al duo (piano e elettronica), ai due celebri trii (Doctor3 e Trio di Roma) anche con accompagnamento di orchestra d’archi, al trio con elettronica e violoncello: il modo migliore per conoscere tutti gli aspetti di un grande artista.

 
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Punk-Jazz? La formazione dei tre dinamitardi pugliesi – forte del contributo di un musicista geniale come Marc Ribot alle chitarre – si lancia in un’operazione per certi tratti non dissimile dalle esplorazioni avventurose di Medeski, Martin & Wood. Tra un tangaccio e il funk più creativo, passando per un jazz swingante e aggressivo: una band come poche, un disco come pochi
 
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La nuova stella del vibrafono in Italia: Bardaro, diviso fra le opposte influenze di Bobby Hutcherson e Gary Burton riunisce un gruppo stellare con Gaetano Partipilo, Gianluca Petrella e Mirko Signorile. Swing, composizioni originali e due temi che hanno fatto la storia del jazz contemporaneo (King Korn di Carla Bley e Invisible di Ornette Coleman).

 
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Successo eccezionale per questa pubblicazione di Stefano Bollani: 30.000 copie vendute in Italia, venti settimane di permanenza nella classifica Nielsen dei 100 CD più venduti in Italia.
L'incisione, realizzata in studio in Brasile, è arricchita da tre brani registrati dal vivo durante una tournée italiana dell'artista.
Intanto si preannuncia per l'estate del 2009 un nuovo Carioca tour italiano ed europeo.
Prezzo consigliato al pubblico: 10 euro.

 
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“E’ stato grande piacere suonare con questo magnifico trio in questi ultimi anni. Tra tutti i gruppi con i quali ho avuto la ventura di suonare nel corso degli anni, questo trio [Roberto Tarenzi, piano - Paolo Benedettini - contrabbasso - Tony Arco - batteria] è quello con il quale preferisco esplorare la tradizione – l’essenza del vero jazz, quello che ho appreso sulla traccia segnata da Miles, Coltrane e gli altri grandi. I love these guys…” David Liebman

 
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