25.09.2009
JAZZIT: lunga intervista a Maria Pia De Vito
L´ultimo numero di Jazzit dedica ampio spazio a Maria Pia De Vito, cantante napoletana dalla classe immensa e con una carriera più che decennale alle spalle. Il pretesto è il suo ultimo disco, "Mind The Gap", pubblicato da EmArcy. La cantante, intervistata da Luciano Vanni, parla dell´idea di fondo che anima l´intero lavoro e del magnifico gruppo di musicisti con cui da qualche anno ha la fortuna di collaborare.
Così anticipa l´intervistatore: "Mind The Gap" [...] attorno a questo gioco di parole la De Vito costruisce un vero e proprio concept album a sfondo biografico per comunicare la propria necessità di superamento di fasi stilistiche ed espressive, l´esigenza di affrancarsi da modelli estetici e dalle precedenti esperienze discografiche; un modo per esorcizzare la tentazione dell´immobilismo e per comunicare il coraggio di nuove scelte artistiche [...] ".
La stessa De Vito conferma in pieno questa analisi: "[...] una quotidianità collosa, in un susseguirsi di azioni che, per quanto ti sembrino nuove, ti tengono legato a una catena che ritorna su se stessa. E´ l´insofferenza a questa routine il motore che mi spinge a mutare rotta musicalmente: per quanto sia stancante e rischioso, non posso che continuare a cercare di aprire porte nuove".
In effetti, la forza di un album come questo è proprio l´eclettica voglia di sperimentare: un disco elaboratissimo, con una grande attenzione non solo al lato compositivo ma anche ai testi, originali e non: diverse le cover, che spaziano dal repertorio di Annie Lennox a composizioni "nordiche" di Björk, di Sidsel Endresen e Django Bates, per proseguire con Randy Newman e Jimi Hendrix. E naturalmente non mancano le composizioni originali, spesso scritte a più mani con i compagni di avventura: il tutto concorre a disegnare un percorso complesso e a un tempo lineare, di grande coerenza poetica, con un uso esteso dell´elettronica sempre al servizio delle istanze espressive di una tra le più grandi protagoniste della scena (non solo jazz) contemporanea.