
Dargen D'Amico
Rapper, cantautore e produttore. Dargen D’Amico è un artista a tutto tondo che si è guadagnato un posto sulla scena musicale italiana grazie ai suoi tratti eclettici e poetici. All’anagrafe Jacopo D’Amico, classe 1980, si definisce un “cantautorap” da sempre.
ORIGINI E IDENTITÀ
Jacopo D’Amico nasce a Milano il 29 novembre 1980, ma le sue radici affondano nell’isola di Filicudi, nell’arcipelago delle Eolie, da cui provengono i genitori. Fin dagli esordi sulla scena rap milanese partecipa alle gare di freestyle con il nome d’arte Corvo D’Argento, prima di assumere definitivamente lo pseudonimo Dargen D’Amico e imporsi come figura atipica tra rap, cantautorato e pop.
La sua identità emerge chiaramente tra le righe delle canzoni e nelle interviste più intime, dove racconta l’importanza della famiglia, delle estati a Filicudi e del dialetto siciliano imparato dalla madre, che considera parte integrante del proprio “codice genetico”.
UNA NUOVA STORIA DELL’HIP HOP ITALIANO
Il suo percorso inizia nel 1999 quando conosce Gué Pequeno e Jake La Furia e insieme con il gruppo Sacre Scuole, pubblicano “3 MC’s al cubo”.
La carriera solista parte con “Musica senza musicisti” del 2006: un album che, insieme a “Di vizi di forma virtù” del 2008, porta Dargen D’Amico a cambiare il modo in cui si è sempre fatto l’hip hop italiano.
È stato grazie a lui che si sono spostati i confini dal rap alla musica colta, con uno stile unico caratterizzato dalla destrutturazione del linguaggio, da giochi di equilibrio tra le parole e i loro molteplici significati. L’hip hop c’è ma non basta quasi mai: al cantato rappato si alternano lunghi momenti strumentali allontanando Dargen D’Amico dall’inarrestabile verbosità del genere.
UNA CARRIERA PLURIENNALE FUORI E DENTRO IL CORO
Nel 2011 unisce due EP in “CD’”, un prodotto dal suono più cantautorale ed emotivo anche se decisamente radiofonico. Nel 2012 torna con “Nostalgia istantanea”: un album che contiene solo due tracce di 18 e 20 minuti l’una, senza ritornelli o concessioni. Non sono pezzi fatti per essere trasmessi da un’emittente, ma visioni filosofiche e giochi di parole tutti da seguire con attenzione.
Gli album di D’Amico affrontano una grande varietà di tematiche, dalla società all’amore, e vanno mano a mano infittendosi le sue collaborazioni: Crookers, Fabri Fibra, Marracash agli albori della carriera, i Two Fingers, Rancore, Don Joe, Shablo.
Il 2013 è l’anno di “Vivere aiuta a non morire” in cui figurano J-Ax e Fedez, seguito poi da “D’Io” nel 2015 pubblicato da Universal Music. Con questo lavoro avviene una transizione che mostra uno stile ancora più ibrido, tra il classico, la power ballad e il rock, che incontrano l’altra anima del disco fatta di hip-house psichedelico.
Collabora ancora con Fedez, Fabri Fibra, e si aggiungono alla lista Benny Benassi, Enrico Ruggieri, 883. Nel 2017 esce “Variazioni”: scritto con Isabella Turso, è una rivisitazione in chiave classica di alcuni inediti ripescati da brani scartati nel passato. Nell’album compaiono anche Tedua, Rkomi e Izi. L’anno successivo è il momento dell’album “L’Ottavia” seguito nel 2019 da “Ondagranda” in coppia con Emiliano Pepe, che segna un ulteriore stacco dagli album ascoltati finora. La mano di Pepe aggiunge qualche strato di soul reso un po’ folle dallo stesso Dargen D’Amico, con sonorità elettro-vintage e una piccola sfumatura partenopea.
Il 2020 torna da solo con “Bir Tawil”: il nome si ispira alla regione tra Sudan ed Egitto che è un po’ territorio di nessuno, e la tracklist è fatta di brani molto personali. Mentre l’hip hop rompe i record delle classifiche, Dargen D’Amico continua a fare la sua musica: canta ma rappa, suona ma produce. È un po’ proprio come Bir Tawil, di tutti e di nessuno.
LA CARRIERA A SANREMO
Dargen D’Amico si esibirà la prima volta sul palco del festival di Sanremo nel 2022 nella categoria Big con il suo inedito: “Dove si balla”.
Il brano riceve due dischi di Platino con 60 milioni di stream totali tra le varie piattaforme, e resta stabile nella top 10 della classifica singoli FIMI/gfk per 12 settimane consecutive. Esce l’album “Nei sogni nessuno è monogamo”, Disco d’Oro, e il singolo “Ubriaco di te”.
Dal 2022, Dargen D’Amico entra a far parte dei giudici di X-Factor al fianco di Fedez, Rkomi e Ambra Angiolini, portando in finale in entrambe le stagioni due concorrenti classificati al secondo posto: Beatrice Quinta e gli Stunt Pilots.
Nel 2024 torna sul palco del Festival di Sanremo con il brano “Onda Alta”, che si aggiudica il 20° posto, preannunciando un progetto musicale più ampio: l’album “CIAO AMERICA”, che racconta storie di viaggio, nostalgia e sperimentazione sonora.
Negli anni Dargen D’Amico ha accompagnato la leggerezza del formato pop-dance a un crescente impegno su temi sociali, in particolare sulle migrazioni e sui diritti delle persone in movimento. “Onda Alta” è infatti una canzone con ritmo da club che racconta il viaggio dei migranti, la traversata del Mediterraneo e l’ingiustizia, trasformando la pista da ballo in uno spazio politico.
Nel 2026 Dargen D’Amico torna ancora tra i Big del Festival di Sanremo con il brano “AI AI”. Sul palco dell’Ariston duetta inoltre con Pupo e Fabrizio Bosso nella cover di “Su di noi”, portando un’ulteriore dimostrazione del suo talento e della versatilità artistica, confermandosi uno degli artisti più riconoscibili e innovativi della scena musicale italiana.
STILE, OUTFIT E ICONOGRAFIA
Nel corso degli anni, lo stile di Dargen D’Amico è diventato un’estensione della sua poetica: gli immancabili occhiali da sole schermano lo sguardo, creando distanza ironica e diventando il suo segno distintivo, simbolo di riservatezza e protezione sotto i riflettori. Sui palchi televisivi e ai festival, cura ogni dettaglio dell’outfit: completi sartoriali, giacche con stampe grafiche, tessuti lucidi e pattern giocosi si alternano a silhouette più rigorose, spesso completate da scarpe dal design deciso che rafforzano il carattere performativo del look. A Sanremo 2024, per “Onda Alta”, collabora con la stylist Rebecca Baglini, che costruisce per lui un guardaroba simbolico realizzato in partnership con la maison Moschino. I look sul palco dell’Ariston – dal doppiopetto nero ricoperto di teddy bear a completi bianchi e blu che richiamano il mare – dialogano con il testo del brano, trasformando anche scarpe e accessori in parte del racconto visivo.
ALBUM
Una raccolta completa degli album di Dargen D'Amico, dalle prime produzioni ai successi più recenti.
SINGOLI
I singoli più rappresentativi di Dargen D'Amico, tra successi storici e nuove uscite.
VIDEO
Una selezione di video ufficiali di Dargen D'Amico.
BIOGRAFIA
Rapper, cantautore e produttore. Dargen D’Amico è un artista a tutto tondo che si è guadagnato un posto sulla scena musicale italiana grazie ai suoi tratti eclettici e poetici. All’anagrafe Jacopo D’Amico, classe 1980, si definisce un “cantautorap” da sempre.
ORIGINI E IDENTITÀ
Jacopo D’Amico nasce a Milano il 29 novembre 1980, ma le sue radici affondano nell’isola di Filicudi, nell’arcipelago delle Eolie, da cui provengono i genitori. Fin dagli esordi sulla scena rap milanese partecipa alle gare di freestyle con il nome d’arte Corvo D’Argento, prima di assumere definitivamente lo pseudonimo Dargen D’Amico e imporsi come figura atipica tra rap, cantautorato e pop.
La sua identità emerge chiaramente tra le righe delle canzoni e nelle interviste più intime, dove racconta l’importanza della famiglia, delle estati a Filicudi e del dialetto siciliano imparato dalla madre, che considera parte integrante del proprio “codice genetico”.
UNA NUOVA STORIA DELL’HIP HOP ITALIANO
Il suo percorso inizia nel 1999 quando conosce Gué Pequeno e Jake La Furia e insieme con il gruppo Sacre Scuole, pubblicano “3 MC’s al cubo”.
La carriera solista parte con “Musica senza musicisti” del 2006: un album che, insieme a “Di vizi di forma virtù” del 2008, porta Dargen D’Amico a cambiare il modo in cui si è sempre fatto l’hip hop italiano.
È stato grazie a lui che si sono spostati i confini dal rap alla musica colta, con uno stile unico caratterizzato dalla destrutturazione del linguaggio, da giochi di equilibrio tra le parole e i loro molteplici significati. L’hip hop c’è ma non basta quasi mai: al cantato rappato si alternano lunghi momenti strumentali allontanando Dargen D’Amico dall’inarrestabile verbosità del genere.
UNA CARRIERA PLURIENNALE FUORI E DENTRO IL CORO
Nel 2011 unisce due EP in “CD’”, un prodotto dal suono più cantautorale ed emotivo anche se decisamente radiofonico. Nel 2012 torna con “Nostalgia istantanea”: un album che contiene solo due tracce di 18 e 20 minuti l’una, senza ritornelli o concessioni. Non sono pezzi fatti per essere trasmessi da un’emittente, ma visioni filosofiche e giochi di parole tutti da seguire con attenzione.
Gli album di D’Amico affrontano una grande varietà di tematiche, dalla società all’amore, e vanno mano a mano infittendosi le sue collaborazioni: Crookers, Fabri Fibra, Marracash agli albori della carriera, i Two Fingers, Rancore, Don Joe, Shablo.
Il 2013 è l’anno di “Vivere aiuta a non morire” in cui figurano J-Ax e Fedez, seguito poi da “D’Io” nel 2015 pubblicato da Universal Music. Con questo lavoro avviene una transizione che mostra uno stile ancora più ibrido, tra il classico, la power ballad e il rock, che incontrano l’altra anima del disco fatta di hip-house psichedelico.
Collabora ancora con Fedez, Fabri Fibra, e si aggiungono alla lista Benny Benassi, Enrico Ruggieri, 883. Nel 2017 esce “Variazioni”: scritto con Isabella Turso, è una rivisitazione in chiave classica di alcuni inediti ripescati da brani scartati nel passato. Nell’album compaiono anche Tedua, Rkomi e Izi. L’anno successivo è il momento dell’album “L’Ottavia” seguito nel 2019 da “Ondagranda” in coppia con Emiliano Pepe, che segna un ulteriore stacco dagli album ascoltati finora. La mano di Pepe aggiunge qualche strato di soul reso un po’ folle dallo stesso Dargen D’Amico, con sonorità elettro-vintage e una piccola sfumatura partenopea.
Il 2020 torna da solo con “Bir Tawil”: il nome si ispira alla regione tra Sudan ed Egitto che è un po’ territorio di nessuno, e la tracklist è fatta di brani molto personali. Mentre l’hip hop rompe i record delle classifiche, Dargen D’Amico continua a fare la sua musica: canta ma rappa, suona ma produce. È un po’ proprio come Bir Tawil, di tutti e di nessuno.
LA CARRIERA A SANREMO
Dargen D’Amico si esibirà la prima volta sul palco del festival di Sanremo nel 2022 nella categoria Big con il suo inedito: “Dove si balla”.
Il brano riceve due dischi di Platino con 60 milioni di stream totali tra le varie piattaforme, e resta stabile nella top 10 della classifica singoli FIMI/gfk per 12 settimane consecutive. Esce l’album “Nei sogni nessuno è monogamo”, Disco d’Oro, e il singolo “Ubriaco di te”.
Dal 2022, Dargen D’Amico entra a far parte dei giudici di X-Factor al fianco di Fedez, Rkomi e Ambra Angiolini, portando in finale in entrambe le stagioni due concorrenti classificati al secondo posto: Beatrice Quinta e gli Stunt Pilots.
Nel 2024 torna sul palco del Festival di Sanremo con il brano “Onda Alta”, che si aggiudica il 20° posto, preannunciando un progetto musicale più ampio: l’album “CIAO AMERICA”, che racconta storie di viaggio, nostalgia e sperimentazione sonora.
Negli anni Dargen D’Amico ha accompagnato la leggerezza del formato pop-dance a un crescente impegno su temi sociali, in particolare sulle migrazioni e sui diritti delle persone in movimento. “Onda Alta” è infatti una canzone con ritmo da club che racconta il viaggio dei migranti, la traversata del Mediterraneo e l’ingiustizia, trasformando la pista da ballo in uno spazio politico.
Nel 2026 Dargen D’Amico torna ancora tra i Big del Festival di Sanremo con il brano “AI AI”. Sul palco dell’Ariston duetta inoltre con Pupo e Fabrizio Bosso nella cover di “Su di noi”, portando un’ulteriore dimostrazione del suo talento e della versatilità artistica, confermandosi uno degli artisti più riconoscibili e innovativi della scena musicale italiana.
STILE, OUTFIT E ICONOGRAFIA
Nel corso degli anni, lo stile di Dargen D’Amico è diventato un’estensione della sua poetica: gli immancabili occhiali da sole schermano lo sguardo, creando distanza ironica e diventando il suo segno distintivo, simbolo di riservatezza e protezione sotto i riflettori. Sui palchi televisivi e ai festival, cura ogni dettaglio dell’outfit: completi sartoriali, giacche con stampe grafiche, tessuti lucidi e pattern giocosi si alternano a silhouette più rigorose, spesso completate da scarpe dal design deciso che rafforzano il carattere performativo del look. A Sanremo 2024, per “Onda Alta”, collabora con la stylist Rebecca Baglini, che costruisce per lui un guardaroba simbolico realizzato in partnership con la maison Moschino. I look sul palco dell’Ariston – dal doppiopetto nero ricoperto di teddy bear a completi bianchi e blu che richiamano il mare – dialogano con il testo del brano, trasformando anche scarpe e accessori in parte del racconto visivo.
Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2026
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