26.06.2002
ABBIAMO ASPETTATO TANTO....MA ORA ROBERT PLANT E' QUI !!
Sì, è vero: avevamo potuto dissetarci con l'ottimo "Walking into Clarksdale", concepito con il complice di sempre Jimmy Page, però era dal 1993 che sua maestà Robert Plant ( c'è bisogno di citare Led Zeppelin ?!?)non ci deliziava con un suo album solista. Bene ora quell'album è di fronte a noi con i suoi tesori: Robert ha voluto riscoprire alcuni gioielli del rock più puro, quello che distribuiva emozioni dalla fine dei sessanta ai primi anni settanta; ed ecco la tensione e la catarsi di "Morning dew", sempre più evergreen, le visioni oniriche di "Song to the siren" da un Tim Buckley d'annata, un Dylan malizioso ("One more cup of coffee") e le palpitazioni amorose di Gordon Lightfoot ("Last time I saw her") e via fino a quella "Hey Joe" che Plant riesce a rivestire per l'ennesima volta quando sembrava che ormai non ci fosse più nulla da dire. Ed è quindi doveroso citare gli accompagnatori di Robert in questo viaggio senza tempo: Justin Adams, John Baggott, Clive Deamer, Charlie Jones, Porl Thompson, tutti intenti a creare un flusso di suono omogeneo in un continuo crescendo parallelo alle evoluzioni di Plant, che sussurra e poi libera i suoi gridi di paura di gioia.